Un sondaggio pubblicato ieri sul Corriere di Verona afferma che tre veronesi su quattro bocciano l’amministrazione Sboarina sulla gestione del filobus e che praticamente l’80% dei cittadini non è favorevole al progetto del nuovo stadio fortemente portato avanti dalla maggioranza che governa da Palazzo Barbieri.
Sicuramente sul primo dato incidono pesantemente i ritardi nella realizzazione dell’opera su cui l’amministrazione si è dimostrata oggettivamente incapace di incidere, ma non solo. È di questi giorni la notizia dello scontro (simulato?) interno alla giunta sulla modifica del progetto filobus. A oltre tre anni dalle ultime elezioni comunali non si è ancora capita quale sia la posizione ufficiale della maggioranza in merito al futuro del trasporto pubblico locale cittadino. E questo fatto evidentemente ai veronesi non va giù.
Invece, sulla seconda percentuale riguardante il nuovo stadio i partiti al governo di Verona ricevono una stroncatura senza appello. La maggioranza guidata da Sboarina e dalla Lega qualche tempo fa, infatti, resasi conto che le due idee maggiori su cui aveva basato la propria campagna elettorale, ovvero recupero pubblico dell’Arsenale e Central Park all’ex scalo merci, se mai avessero visto la luce, sarebbero state pronte ben oltre le prossime elezioni comunali, in assenza di una grande opera da presentare ai veronesi, hanno optato per la costruzione di un nuovo Bentegodi. Peccato che in questa operazione si siano totalmente dimenticati e non abbiano considerato una serie infinita di altre priorità e di problematiche fra cui, non da ultimo, l’impatto che tale struttura (inclusiva di hotel, ristorante, uffici e negozi) prima come cantiere, poi come attrattore di traffico avrebbe su una zona molto importante e popolosissima della città.
Sboarina, la Lega e gli altri partiti sul futuro della città appaiono in difficoltà. La maggioranza sembra annaspare sempre più indebolita da un mix di insensibilità amministrativa, divergenze politiche e ambizioni personali e, nel frattempo, si fa ogni giorno più concreto il rischio che di questi cinque anni di mandato per le strade e le piazze di Verona non rimarrà nulla se non centinaia di buche nell’asfalto, decine e decine di marciapiedi sporchi e sconnessi e la delusione di migliaia di cittadini per il mancato rilancio della nostra città.
Il sondaggio di prima, tuttavia, ci dà anche un ulteriore dato: attualmente nessuna forza politica da sola sarebbe in grado di vincere la prossima tornata elettorale contro questa maggioranza, quantomeno non al primo turno…
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