05/12/2020 – GIORNATA MONDIALE DEL SUOLO – SERVE LA LEGGE NAZIONALE CONTRO IL CONSUMO DI SUOLO
La Giornata Mondiale del Suolo è una ricorrenza giovane istituita solo nel 2013 grazie alla Global Soil Partnership ed all’organo FAO delle Organizzazione delle Nazioni Unite. Il World Soil Day 2020 con lo slogan “Mantieni vivo il suolo, proteggi la biodiversità del suolo” promuove la cultura della conservazione e della tutela della vita presente nel suolo nei confronti di governi, organizzazioni, comunità e cittadini. Dai microrganismi come batteri e virus, ai lombrichi, agli insetti, ai funghi, agli apparati radicali delle piante, sono tantissime le forme di vita che abitano il suolo, che è una risorsa limitata e non rinnovabile.
Si parte dalla definizione di ecosistema (Tansley, 1935) che definì gli ecosistemi come l’insieme delle comunità biologiche (ciò che è vitale ed animato) e dell’ambiente fisico (ciò che non è vivo). La letteratura scientifica riassume le funzioni del suolo e le chiama “servizi ecosistemici” che, secondo la definizione del Millennium Ecosystem Assessment, sono i benefici multipli forniti dagli ecosistemi al genere umano.
Il suolo fornisce servizi ecosistemici:
- DI APPROVVIGIONAMENTO, producendo la biomassa vegetale, i prodotti agricoli derivati, l’acqua pulita, il legname, i combustibili per produrre energia, le fibre per l’industria ed i vestiti;
- DI REGOLAZIONE DEL CICLO DELL’ACQUA (depurazione dagli inquinanti grazie all’azione fisica di filtro, oppure chimica/biochimica se mediata da vegetali o reazioni chimiche; serbatoio di acqua dolce nel sottosuolo; equilibrio idraulico in quanto intercetta, rallenta ed infiltra l’acqua) e DEGLI ELEMENTI CHIMICI (immobilizza enormi quantità di carbonio, media le conversioni degli elementi chimici coinvolti nella rete trofica tra organismi produttori, consumatori e degradatori);
- DI SUPPORTO, in quanto è luogo di vita (come sopra riportato), substrato vitale e strutturale di habitat (es. le foreste come comunità vegetali) e delle comunità umane;
- VALORI CULTURALI, in quanto il suolo è archivio storico-archeologico e parte fondamentale del paesaggio, che è valore costituzionale della Repubblica Italiana (il suolo è elemento identitario per gruppi di persone, è fonte di arricchimento spirituale, è terapeutico, è immaginazione intellettuale).
Un indicatore popolare per prendere confidenza e misura con il suolo è l’impronta ecologica, la quale è definita come “area di suolo fertile necessario a produrre le risorse necessarie ed accogliere e smaltire le scorie generate”. Secondo il rapporto WWF (anno 2002) noi italiani avremmo bisogno di 2 Italie e mezza per lo stile di vita che conduciamo in confronto alle risorse naturali del nostro territorio e della sua capacità di rigenerarle ed accoglierne i rifiuti.
Oltre a legislazioni regionali e sensibilità locali, serve una legge nazionale che ponga un freno al consumo ed alla distruzione del suolo, raccogliendo ed armonizzando la miriade di provvedimenti in materia di acque, biodiversità, edilizia e pianificazione territoriale ed urbanistica (taluni applicati ed altri sconosciuti) che lo tutelano. Se non la fa un governo di coalizione tra centro-sinistra ed un movimento che è nato con una stella ambientalista, chi può farlo?
Michele Bresaola – consigliere capogruppo Partito Democratico Circoscrizione 5^ Borgo Roma/Ca’ di David
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